ladycoraggio
ladycoraggio

06:39
sabato, 31 ottobre 2009

Appena aperti gli occhi, il primo pensiero di stamani è stato di venire qui e aggiornare un minimo, che è davvero scandalosa questa prolungatissima assenza, eccezione fatta per capatine di corsa a controllare la posta.
Ed eccomi qua, perdonate il malfatto e vediamo di essere un minimo costanti, da ora in poi, anche se la vedo dura.
Infatti, il momento convulso permane, causa varie e svariate novità sia sul piano personale che professionale delle quali, però, preferirei parlare un filino più avanti. Giusto per scaramanzia ;)
La cosa che invece mi preme dirvi e che non teme sfighe/destino avverso/fatture/riti voodoo, giacché dipende solo ed esclusivamente da me, è che ho smesso totalmente di fumare. Ormai è trascorso un sacco di tempo, mi pare un due mesi circa, e mi sento così bene, ma così bene, che mi prenderei a schiaffi per non averlo fatto prima.
Ho sentito subito i benefici ma, fatto essenziale, sono subito scomparsi i sintomi che rappresentavano campanelli d'allarme d'una certa rilevanza. Si tende infatti a temere i rischi del fumo quasi esclusivamente sotto l'ottica del tumore al polmone, in realtà, senza bisogno di arrivare a tanto, si rischia sul serio di schiattare prima per ben altro: i problemi circolatori. La sottoscritta, tanto per ribadire la propria totale e assoluta deficienza, già aveva diciamo un difetto proprio lì (padre e madre entrambi con TIA, pregressa trombosi ad un occhio), poi ha pensato bene di ignorare per lungo tempo avvertimenti vari (scotoma scintillante, sdoppiamento della vista a tratti, capogiri vittoriani, formicolio alle mani e dita a tratti cadaveriche, che schifo), fino ad arrivare, finalmente!, alla ovvia conclusione che no, se davvero vuoi vedere cosa verrà dopo, sarà bene che tu ti dia una regolata. E la mia regolata, ormai, mancava solo lì, nel vizio. E dall'oggi al domani ho mandato affanculo sigarini e accendino. Via, aria, festa.
Ho speso un botto di lavanderia, ma d'altronde non sopportavo l'odore di tabacco rimasto appiccicato agli abiti e cappotti dello scorso anno.
Ora è guerra aperta :)
Ma col prince, of course.
Lui fuma ancora la sua pipa e io dico costantemente e solamente la stessa frase:

MA CHE SCHIFO, SENTI CHE PUZZA, MA PERCHE' NON VAI FUORI?

E lui risponde costantemente e solamente in un modo:

MA CHE CACAMIENTO 'E CAZZO, MO' COMINCIA 'NATO TURMIENTO,

VA' TU A FATT' 'NA GIRATA, VA'...

Vabbe', piano piano lo convinco, non fosse altro che per lo sfinimento :)
Per il resto ho, come preannunciato, grosse ma GROSSE novità, abbiate pazienza giusto un'altra settimanella e torno a dirvi tutto, tutto.
Mi fermo qui, devo scendere per fare un po' di spesa perché da lunedì si risviaggetta parecchio e non ne avrò il tempo.
E nel pomeriggio, se non cado addormentata sul divano, passo a leggervi un po', che mi mancate taaaaaaaanto....
Bacino ;)
P.S un abbraccio particolare a quel gruppetto di "dolciose" che si è preoccupato per me. Vi voglio bene, porca paletta...

categoria del Post: mens sana in corpore s/nano
09:06
lunedì, 21 settembre 2009

Uhuu, e quante cose avrei da raccontare!
Mi sono di fatto un po' impigrita nello scrivere qui, ma la verità è che il prince mi sta coinvolgendo un po' troppo nei suoi giri e rigiri per mezza Italia!! E pensare che io avevo seriamente preso in considerazione una sana vacanza, approfittando dell'invito di un suo amico fraterno che vive in Sardegna...ma per il momento, niente da fare.
Se ho conosciuto qualcuno con meno pazienza di me, questi è il Tempo. E mica aspetta! Anche nelle mie giornate meno convulse, mi ritrovo comunque a sera senza neppure essermi resa conto di come caspita abbia fatto la giornata a scorrere via così velocemente, seguendo un ritmo che decisamente non mi appartiene. Ma come si fa...e una volta deve andare in Veneto, e un'altra è Roma, un'altra ancora è Napoli e mo' è uscito Firenze (sulla famosa ruota Rotture Di Cazzo)...
Potrei senz'altro dire “vai da solo”, che mica sono obbligata ad accompagnarlo, ma quando mi chiede se per caso intendo andare con lui, mette su un'espressione così tanto infantile che mi fa troppa tenerezza...e quindi parto pure io.
A proposito di partenze, il Testina ci ha comunicato che a Dicembre parte per l'Australia e che starà via un paio di mesi. Ma così, come quando uno dice “questo fine settimana vado a Firenze”. Uguale.
Ve lo ricordate il viaggio in Costarica e il mio atteggiamento di allora? Beh, robetta. 'Sto giro mi ha accoppata.
E che devo fare, niente, che è poi quello che mi manda in paranoia.

LA PRIMA CHE DICE CHE FA DI MOLTO BENE PERCHE' I VIAGGI APRONO LA MENTE SARA' SCANCELLATA DALLA LISTA DELLE MIE AMICIZIE.

Sempre a proposito di figli, non vi ho detto quel che poi è successo ad Agosto. Dopo un solo giorno di soggiorno qui, ho spedito tutti in albergo. Sissì, giuro che l'ho fatto. Ho discusso di brutto col ragazzo della figlia di Ed, il tipino che voleva zingarare per la Spagna, per capirsi, intorno alle 10 la sera e il mattino dopo per le 9 avevano già tutti quanti le valigie alla porta. Il prince mi ha tenuto il muso per un po', ma l'ho appena detto, ho meno pazienza del Tempo. E alla lunga mi ha dato comunque ragione.
Bene, tanto per non smentirmi devo scappare, urge un rifornimento frigo che è veramente vuoto come poche volte, ma prima vorrei aggiornare di là, che è scandaloso questo ritardo. E domattina Firenze. Che palle.
Vi bacio...

Canzone del post: Time Is Running Out

                                                                 Muse

categoria del Post: me
10:57
domenica, 06 settembre 2009
Eccomi, ma non pensatemi rilassata e riposata perché non è così.
Lunedì, martedì e mercoledì ho, in effetti, riposato molto, ma il giorno dopo sono arrivati la figlia del prince col fidanzato e la bambina. E rimarranno per una decina di giorni.
Causa brutta, bruttissima discussione che io ho avuto con lui, li ho spediti tutti quanti in albergo fin dal giorno dopo, col prince che mi guarda storto e a fatica mi parla, ma pazienza.
Intendo dire, so esattamente di essere dalla parte della ragione, tutto dalla vita non si può avere, va bene anche così.
E festa.
Vi racconterò, uno di questi giorni, quel che è successo nel dettaglio, ma chi mi legge da sempre credo abbia già capito.
Mi preme invece dirvi  che il soggiorno di cui sapete è andato tutto sommato molto bene. Certo, ho avuto a che fare con parecchi personaggi interessanti (assolutamente in senso ironico), ma d'altronde quando si è in oltre 80, ci sta che con qualcuno si incontrino problemi. Che poi, problemi...no, non direi, diciamo che qualche volta ho dovuto fare appello alla mia pazienza, per la quale tra l'altro non brillo, ma in generale non mi posso lamentare.
Solo una cosa continua a non andarmi giù. Ed è un qualcosa che accade chiunque frequenti e in qualsiasi ambiente.
Perché le persone, partendo dal presupposto che mio marito è medico, mi chiedono consigli/consulti/prescrizioni/diagnosi in maniera costante e continua?
Addirittura 'sto giro c'è stata una che s'è rammaricata di non aver portato con sè le ultime analisi del sangue!
Boh, è qualcosa che non capirò mai. Cominciano con l'elenco dei vari malanni (la premenopausa è in pole position, e qui, ahimè, so' ferrata davvero), continuano con gli attributi più neri rivolti al loro medico e finiscono, dopo aver a fatica sentito i miei deboli "io non sono medico, è mio marito il dottore di casa...", con uno smielato e scandito "non-è-che-gli-sottoporresti-il-mio-caso?".
Seee, quello già sopporta a malapena me, figuriamoci gli acciacchi degli altri! E poi, caso...vabbè che il prince non è il dottor House, ma mal di gola frequente e emicrania periodica non mi pare possano costituire un caso...
Comunque, ho scoperto che le donne sono sempre affascinanti, anche quando rompono i coglioni. Se poi sono anche mamme, allora la faccenda diventa anche divertente. Nei prossimi giorni, se il prince non mi ripudia come moglie e quindi mi caccia di casa (per la suddetta reazione alla lite), vedrò di postare qualcosa in proposito, che ne potrei ricavare quasi un libro.
Per ora la taglio qui, c'è un'aria deliziosamente fresca e voglio approfittarne per stirare (che culo, eh?).
Lascio un bacino sul nasino alla new entry Elisa, che finalmente è nata!
Spero di passare presto :)
Canzone del post:
Survivor  Michael Francis
categoria del Post: me , my prince
09:44
martedì, 25 agosto 2009

Ho una mezzoretta di tempo, vediamo se riesco a raccontarvi qualcosa.
Il gruppo è arrivato lo scorso venerdì, intorno alle 17, e già mi so' rotta i coglioni, figuratevi...ma se ne andranno solo domenica pomeriggio.
Trattasi di 23 ammogliati, che fanno 46 persone, 11 creature di svariate età comprese tra i 6 e i 17 anni suddivise a random tra le coppie suddette, e siamo a 57 persone, e ben 24 scapoli (ma niente di papabile, non v'arrazzate) per un totale di 81 persone.
Per una come me, che viene da dove viene, già averci a che fare UNO ALLA VOLTA sarebbe un gran lavoro, ma TUTTI ASSIEME diventa un incubo. E di quelli peggiori.
In più, sono disseminati in cinque posti diversi, che una roba per contenerli tutti qua in campagna non c'è, ma i pasti sono previsti in un posto solo e per tutti uguali, il che diventa un vero e proprio lavoro perché c'è chi si perde, chi fa tardi, chi non ha fame e chi, peccato siano una netta minoranza, decide di essere autonomo e se ne va girellando per la Toscana per ripresentarsi solo a cena. Da ieri mattina i maschietti sono rigorosamente riuniti ogni giorno e tra sé, which means che da ieri mattina io mi sciroppo le signore con prole. Che palle. Niente di personale, ma se gli argomenti sono sempre e solo dieta (pensa te), corna, abiti e posti visitati in vacanza, è ovvio che i cotiledoni si gonfiano a dismisura dopo un po', no? Stamani ho deciso di fiondare tutte le signore alle terme qua vicino, avevo preso accordi e stamani alle nove le ho depositate :) Da casa mia ci sono giusto dieci minuti, sicchè me ne sono venuta qua e col cazzo che mi vedono fino all'ora di pranzo. Anche perché...beh, e figuratevi se non me ne succedevano un paio giusto per semplificarmi la faccenda...
La prima capitata mi ha di molto fatto girare le palle: menisco destro laterale rotto in due. Tutore, niente corsa e tieniti il dolore. Ma bene! Secondo il prince, ma anche secondo Isa, la causa sta nella postura sbagliata (piedi a papera) e nel fondo stradale dissestato sul quale corro, e che non è in piano. Quel gran genio di mio marito mi ha dato un consiglio fantastico: scarpe con bolla d'aria nella suola, e ce le ho da un anno, ed evitare le discese. Le salite no, non causano danno, ma le discese sono quanto di peggio. E che ci vuole...all'andata corro, che è in salita, e al ritorno volo. Facile, no?
Mandato a cagare senza pietà.
La seconda capitata ha quasi del comico. Quel simpaticone del mio cane, il dobermann maschio di “soli” 45 chili, in un impeto di passione per la sottoscritta ha pensato bene di arrivarmi dal lato destro al galoppo, ergersi sulle zampe di dietro, abbracciarmi e baciarmi appassionatamente. E la sottoscritta, che pesa meno di lui ed è persino più bassa rispetto alla sua statura da ritto, s'è ritrovata 'sto muso al naso, le zampe attorno al collo e, naturalmente, ha perso l'equilibrio. Atterrando sul fianco sinistro e il ginocchio buono. Risultato: crostone schifoso all'avambraccio, fianco, ginocchio e palmo della mano. Uno spettacolo.
Mandato a cagare anche lui.
Quindi il quadro è questo: tutore al ginocchio destro, bende e cerotti sul lato sinistro.
E ogni sera il prince che mi disinfetta e controlla con una grazia che non vi dico, strofina quei graffi e preme quel ginocchio che lo ucciderei...lui sostiene di doverlo fare, secondo me, invece, lo fa apposta. Come a dire “così ti impari”. Che secondo lui sono io che me le cerco. Mah, l'unica cosa positiva è che così mi scanso le danze, che mi preoccupavano non poco. Non è che non mi piace ballare, ma...non con questa compagnia, ecco. E non la salsa, il mambo e la rumba. Un fanno per me.
Sarò dunque abbastanza occupata fino a domenica, diciamo pure lunedì, tra una storia e l'altra, ma cercherò comunque di dare un'occhiata qua perché sono in attesa del lieto evento di Roty, che ancora my princess non è nata (e sbrigati, no?, che questa blogzia ha poca pazienza). Seguiranno, naturalmente, aggiornamenti più dettagliati.
A presto :)

Canzone del post:
I will survive  Gloria Gaynor

categoria del Post: me
13:56
martedì, 04 agosto 2009

Ieri ha piovuto.
Al di là che l'aria s'è di molto rinfrescata, l'evento mi ha sorriso perché io ho potuto prendermi una bella giornata
libera.
Infatti il prince m'ha ammollato la simpaticissima incombenza di organizzare una specie di raduno qui in zona per la seconda metà di Agosto, raduno composto da circa una quarantina di coppie alle quali trovare alloggio, naturalmente.
Ora, a parte il fatto che trattasi di un contesto del quale mi frega veramente poco, ma dico io, A-go-sto...ce l'ha un'idea, il mio augusto consorte, delle difficoltà che s'incontrano nel tentare di prenotare qualcosa di questi tempi?
No che non ce l'ha, tanto ci pensa la sottoscritta.
Quindi, è da un paio di settimane che giro come una trottola tra residence e agriturismo, dovendomela vedere con proprietari o isterici o fin troppo disponibili, addetti alla reception usciti dalla scuola alberghiera lo scorso Giugno e segretarie-aquile che classificano i documenti con un sistema semplice e infallibile, tutti sotto la D, così ci si fa Pasqua a capire il quadro- prenotazioni.
Sono stanca e stufa. Per non parlare dei menu degustazione che mi sono dovuta sorbire (IO!), tornando a casa quasi ubriaca e piena come un uovo...e con il prince a guardarmi perplesso, con stampato sulla fronte “e che avrai fatto mai, per due prenotazioni di merda!”.
Un'ottantina di persone.
D'Agosto.
Con quindici giorni di preavviso.
Diciamo che ho fatto un miracolo, che è meglio!
Comunque, ieri pioveva e me ne sono rimasta a casa
tutto il giorno, che non capitava da tempo. Avrei dovuto in realtà andare a parlare con un duo musicale, che le signore devono essere allietate, ma lo farò domani. Niente neppure oggi, infatti, me ne vado in giro per un po' di shopping e festa!
Il prince non me lo porto, ho proprio voglia di stare da sola a fare quel che mi piace, e lui, per niente dispiaciuto, mi ha addirittura promesso di pensare anche alla cena, così non ho assilli di rientro. Che poi, so' dieci giorni che se la vede lui, cimentandosi nelle pietanze più assurde che io non ho comunque quasi mai mangiato, tornando sempre satolla. Solo che se non riprendo in mano le redini della cucina, finirà per ammalarsi di stomaco, viste le schifezze che s'è fidato di preparare. Solo ieri sera mi ha ascoltata, avevo voglia d'un semplice toast (capirai, dopo robe tipo “gnocchetti con sugo d'arrosto tagliato a punta di coltello”, “brasato al Brunello su foglia di vite”, “trionfo di sfoglie al cioccolato bianco e nero”) e lui ha eseguito. Solo che...bah, vederlo ritto, davanti al tostapane, urlare
libera! ogni volta che il pancarrè saltava su, m'ha fatto 'na certa impressione e ne ho mangiato solo mezzo.
Deformazione professionale, credo sia.
Per il resto...non c'è un resto. Non vedo l'ora che arrivi Settembre così me ne vado in ferie
io, 'sto giro.
Spero voi siate tutte con le chiappe al sole, o comunque in panciolle, e in salute :)

Canzone del post (il lettore è sempre in alto a sinistra):

ER, medici in prima linea”
(e che ci volete fa', è il soundtrack di questa casa...)

categoria del Post: me , my prince
20:19
domenica, 26 luglio 2009
Oggi, dopo otto mesi, ho rivisto mia mamma:
ha perso 24 chili di peso,
nemmeno un grammo di scassamento di cazzo.

Canzone del post (il lettore è sempre in alto a sinistra):
Mamma mia, Abba
categoria del Post: ingiustizie
12:33
mercoledì, 22 luglio 2009

Poco fa riordinavo la mia libreria musicale e m'è venuto in mente un fatto.
Quando il Testina era qui in pianta stabile, un mattino mi preparai per scendere in paese a comprare giusto tre cose, latte, yogurt e mi pare del curry, intorno alle 11 e quindi con lui già sveglio e colazionato.
- Vieni con me? Faccio un salto al supermercato -

- Nooo, mi fa tristezza quel posto...vai te, io guardo un po' di tele -
- Perché invece non ricarichi gli i-pod per andare a correre? Mi so' scocciata della solita solfa... -
- Ah, sì, lo faccio io vai... -
- Però niente Rocky Balboa 'sto giro, capito? -
- Perché no, mamma? L'altro giorno ti ci sei di molto gasata... -
- Sì, ma a momenti sputo un polmone a pezzi...stai sul tranquillo -
- Va bene -
- E non mi incasinare nulla, sennò poi non mi trovo! -

Che conosco i miei polli, io.
E così scendo per la mia esigua spesuccia.
 Non è da biasimare il Testina, al supermercato del paese si trova poco o niente, 'na tristezza... comunque, vado, torno e te lo ritrovo davanti al pc con uno degli i-pod collegato.

- Sto trasferendo sul tuo, il mio è già fatto – mi fa.
- Hai fatto per benino? - chiedo mettendo a posto le tre cose.
- Sissì, tutto per benino. A proposito, c'avevi il track di Apocalypse Now e non mi hai detto niente...è stupendo... -
- Apocalypse Now? No che non ce l'ho... -
- Che ne dici...l'ho ascoltato finora! L'avevi inserito sotto un nome strano, ma c'è!! -
Un dubbio, e anche piuttosto atroce, mi assale.
- Fa' senti'? -
Il Testina clicca e clicca e parte la musica.

Lo dicevo io...

- Ma che t'inpocalipsi...questo è Richard Wagner e la sua Cavalcata delle Valchirie, ignorante che non sei altro... -
-Ma meglio! Avrò visto quel mitico film cento volte, ti dico che è uno dei suoi temi... -
- L'avranno usato nella colonna sonora, ma questo è Wagner! Ma non senti? Ascolta bene...non ti pare di vedere i cavalli che galoppano...gli alberi che scorrono veloci...la notte che avvolge le Valchirie...senti, senti...pare sul serio di vederli... -
Il Testina è tutto teso all'ascolto: braccia sulle ginocchia, sguardo perso nel vuoto, capo leggermente inclinato.
Ah, sì, un po' di educazione musicale!

Poi si accende una sigaretta e mi fa: - Mah...io dove vedi 'sti cavalli non lo so...ascolta bene te, invece...senti...elicotteri in avvicinamento... - e allunga una mano nel vuoto, - è notte...faro puntato nella nostra direzione...siamo stesi sul terreno...pochi ciuffi di erba ci celano alla vista...senti...il rumore delle pale si fa più vicino...è sopra di noi...merda! - aggiunge convinto, - ci hanno visti...attenta...fatti più piatta...abbassa la testa...giù!, giù!... - e si butta sul pavimento come un invasato, - ci sono sopra, ci sono sopra...ahhhhhhh, colpito!!! - e si dimena come un tarantolato, sotto il mio sguardo tra l'allibito e lo stupefatto, mentre Wagner, ignaro di cotanta dissacrazione, continua imperterrito a permeare l'aria con le sue note.

Che se s'immagina una cosa così, viene a grattarci i piedi nel sonno, stanotte.
E comunque questo figlio qui non è che m'è uscito tanto bene...

Canzone del post: Ride of the Valkyries , Richard Wagner

categoria del Post: figli & co
11:10
giovedì, 16 luglio 2009

L'altra mattina, come ogni mattina intorno alle sei e un quarto, mi preparo per uscire a correre, la solita oretta tranquilla. Il prince, già sveglio ma ben lungi dall'alzarsi, mi fa, con un occhio abbottonato e sbadigliando:
- Ti porti il cane? -
E io: - No -
- Perché no? -

- Perché lei non posso portarla, visto che è in calore, e lui da solo...mhmm, è meno equilibrato, metti che incontro qualcuno... -
- E chi vuoi incontrare a quest'ora e quassù? Ci sei giusto te, là fuori...portalo, invece, che sto più tranquillo -
Decido dunque di portarmi il cane, anche se comunque ho sempre il cellulare con me. Esco, l'aria è frizzante e leggera, si sta benissimo. Un po' di stretching, cinque minuti a passo sostenuto e poi via!, di corsa. Quasi alla fine della discesa appena oltre il cancello di casa, noto un atteggiamento diverso del cane: quattro passi avanti a me e poi subito indietro. Ho le cuffie nelle orecchie e non mi accorgo che sul ciglio della stradina c'è un ometto che taglia la legna. Ma il cane, bravissimo, non si muove dalla mia gamba. Io passo oltre facendo un cenno con la mano e festa. Oltre la curva, dove c'è uno spiazzo, vedo una Panda rossa parcheggiata e allora mi viene in mente chi è l'ometto: un signore che incontriamo sempre col prince al fiume, dove porta il suo cagnolino a fare il bagno nella bella stagione. Okay, tutto nella norma, proseguo. Al mio ritorno la Panda non c'è più. Penso che se n'è andato e invece, svoltata la stessa curva, vedo la macchina ferma nel punto dove era stata tagliata la legna. Ma il cane è sempre affianco a me, tranquillo. Passo, faccio un altro cenno con la mano, e quello mi fa, percorrendomi con lo sguardo:
 - Si corre, eh... -. Deduttivo. Parecchio.
Mi limito a fare un altro cenno, senza neppure rallentare.

Torno a casa e non vedo l'ora.
- Tanto per informarti – dico al prince che trovo ormai trasferito sul divano, - non ci sono solo io là fuori a quest'ora...ho incontrato quel signore con la Panda rossa e il cagnolino, ma il cagnolino non c'era, lui tagliava la legna nella discesa -
- Ah, sì? E il cane?-

- E' stato bravissimo, appiccicato a me, attento ma innocuo. A proposito...ma secondo te, questa tutina che metto per correre è indecente? -

Mi squadra.
- Nono – mi fa, - per niente. Perché? -
- Perché l'ometto m'ha guardata un po' insistentemente...mi sono sentita un filo in imbarazzo... -
- Ma no, vai tranquilla, forse era stupito che alla tua età corri... -

Che bastardo.

Comunque, la faccenda si conclude lì e il mattino dopo si ripete lo stesso rito: tutina, caneperforzasennòluirompeicoglioni, mp3, cellulare e via a correre.

Al mio rientro, il prince mi chiede: - Hai rincontrato l'ometto? -
- Nono, stamani non c'era nessuno -
- E ci credo – fa lui, - si sarà sfinito di seghe ieri e oggi non ce l'ha fatta a tornare... -

Che GRANDE bastardo.

Ecco.
DSC00034Canzone del post: Am I Sexy?, Lords Of Acid
categoria del Post: me , my prince
16:00
sabato, 11 luglio 2009

Vi spiego dunque il senso del mio “ritorno a casa”
Sto tornando a casa, in realtà, da un po', ma non ne ero consapevole. E' stato rileggendo la grande analista Pinkola Estés che ho capito e chiarito cosa stavo facendo, cos'era quella necessità impellente e perché mi facesse stare tanto bene.
Secondo questa eccezionale professionista, quando molto ci colpisce e tutto ci affligge, disgregando la nostra essenza e riducendola in polvere, bisogna necessariamente rimettere in sesto le nostre condizioni.
Per farlo, sempre secondo lei, è necessario un ritorno alla propria pelle, al proprio senso istintuale, è necessario il proprio ritorno a casa.
Il ritorno a casa è molte cose diverse per donne diverse: rileggere un libro o una poesia che ci ha particolarmente colpito, ascoltare della buona musica, passeggiare nella luce che filtra dagli alberi nel bosco, sedere su un ponte con le gambe a ciondoloni, sedersi sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa, camminare o guidare per un'ora senza meta, tenere in braccio un bambino piccolo, aprire le mani sotto la pioggia. Qualsiasi azione rappresenti un posto privato, off limits per gli altri, rigeneratore e rasserenante è di fatto un ritorno a casa. Solo che la collocazione della porta cambia ogni volta, e questo mese potrebbe essere in un posto diverso dal mese scorso. Quindi il viaggio è facile, indubbiamente, ma la partenza è quanto di più complicato. La resistenza a tornare a casa è molto forte, e soprattutto molto spesso non compresa da chi ci vive accanto. Noi per prime, onde evitare complicazioni e/o discussioni varie, tendiamo a rimandare il nostro ritorno regalandoci tutta una serie di promesse puntualmente disattese: andrò non appena avrò finito di fare questo, andrò non appena mi sarà possibile, andrò all'inizio della primavera, andrò quando i ragazzi torneranno a scuola, andrò quando le cose si saranno appianate, stavolta dico sul serio e andrò... E si continua imperterrite nella nostra routine quotidiana, sentendoci tra l'altro in colpa e molto sciocche. Sì, lo so, dovrei, ma... Sono i “ma” le cose morte da eliminare su cui ci si è soffermate fin troppo a lungo. Ci si convince che gli altri non saranno in grado di fare nulla senza di noi, seppur per breve tempo, quando in realtà siamo noi quelle non abituate a lasciarli fare. In questo modo, sacrificando i nostri stessi bisogni, si insegna ai figli a fare da grandi gli stessi identici sacrifici. Basta con questo stupido identificarsi con l'archetipo della guaritrice, con questa folle idea di “guarire tutto, sistemare tutto”! E' una grande trappola che arriva da lontano, dallo strato da cui si proviene, dall'educazione ricevuta, e non un dato di fatto: le grida di un mondo che soffre non possono sempre avere risposta da una persona sola. Possiamo soltanto scegliere di rispondere a quelle che ci consentono di tornare regolarmente a casa, pena una grossa rimessa da parte nostra. Bisogna imparare a dire “alt”, “basta”, “fermi tutti”. Ho capito sulla mia pelle che ci si deve necessariamente allontanare per restare con noi stesse, bisogna imparare a decidere “solo fin qui e non oltre, solo questo e niente più”. Io soltanto così riesco a mantenere le coordinate: meglio tornare a casa per un po', anche se gli altri si irritano, che restare e peggiorare, fino a cadere a pezzi. Pertanto, il consiglio che mi sento di dare a tutte quelle che fra voi si sentono stanche, temporaneamente stufe del mondo, impaurite dal prendersi del tempo per sé, è di buttare un lenzuolo sul gong che continuamente vi chiama per aiutare questo e quello, tanto sarà ancora lì per essere scoperto, se lo vorrete, al vostro ritorno, e di andare a casa quando è tempo di andare.
Per quanto mi riguarda “casa” è un posto nel tempo, piuttosto che nello spazio, dove posso sentirmi integra, dove un pensiero o una sensazione possono svilupparsi invece di essere interrotti o strappati perché altro richiede la mia attenzione o il mio tempo. Tutto ciò che rinvigorisce il mio equilibrio per me è casa. Ecco perché ho deciso di ristrutturare questo posto, ripulirlo bene e renderlo accogliente per quando la chiave sarà per questa porta qui, per avere la destinazione giusta per quando è tempo, tempo di tornare a casa. Troppo a lungo mi sono privata del mio ritorno a casa e ho passato la mia esistenza in quella che la Estés chiama
zona zombie, dove una donna funziona, cammina, parla, agisce, compie perfino parecchie cose (anche disastri), ma non sente più gli effetti di quanto è andato storto. Se li sentisse, la sofferenza la porterebbe immediatamente a raddrizzarlo. In questo stato le donne hanno la strana sensazione di fare molto senza provare nessuna soddisfazione. Fanno quello che pensavano di voler fare, ma il tesoro nelle loro mani si è come polverizzato. Rendersene conto è un'ottima cosa, lo scontento è la porta segreta per un cambiamento significativo e apportatore di vita. Per alcune, casa è la ripresa di un'antica impresa abbandonata, si impegnano nell'apprendimento di qualcosa che un tempo avevano amato di cuore, o ricercano le persone e le cose perdute nella vita, o ritrovano la voce e scrivono, o si riposano, o si appropriano di un angolino nel mondo, mettono in atto decisioni immense o intense, fanno cose che lasciano un'impronta. Per alcune, casa è un bosco, un deserto, un mare. La Estés dice giustamente che la casa è olografa, e si realizza in tutta la sua potenza anche in un solo albero, in una foglia caduta, in una goccia d'acqua sulla pelle, in una musica, un quadro, la solitudine. Basta concentrarsi con gli occhi dell'anima e si potrà vedere la casa in moltissimi posti. Ogni donna deve essere libera di scegliere come può e come deve, quanto a lungo restare a casa, quanto di frequente tornarvi, quale equilibrio mantenere tra il bisogno di andare e la vita quotidiana. Ripetersi che non se ne ha il tempo è un alibi stupido e smascherato, sappiamo bene quanto tempo si riesce a trovare in caso di malattia, se un bambino ha bisogno di noi, se la macchina si guasta, o se qualsiasi altro accidente si mette in mezzo.
E quando la cultura, la società o la psiche non sostengono questo ciclo del ritorno, molte donne imparano a saltare il cancello o scavare sotto la siepe. Diventano malate croniche e rubano tempo al sonno per
fare, hanno sulle labbra un sorriso stereotipato, come se tutto andasse bene, e continuano nel loro lavoro sotterraneo per resistere.
Io ho scelto di fare tutto alla luce del sole, con equilibrio e rispettando i miei tempi, il mio ciclo. E mi tengo sempre pronta a tornare a casa, al bisogno. Ora ho anche questo posto che può accogliere la mia vera essenza ogni volta che sento che
è tempo, e cascasse il mondo, s'incazzasse tutto quanto il mondo, io non ci rinuncio più: non fare il biglietto ha avuto un costo troppo più alto che comprarlo, per me.

Canzone del post: Home – Michael Bublè

...i've had my run

baby, i'm done

i've gotta go home...

(il lettore è in alto a sinistra, per ora)

categoria del Post: un po di me
15:36
martedì, 07 luglio 2009

A forza di tentativi, e smadonnamenti vari aggiungerei, sono riuscita a sistemare blog e template come avevo in mente e ora sono tornata pubblica e vestita di nuovo. Mi sono spogliata persino delle vesti di quel gran puttanone di fata che per tutto questo tempo mi ha accompagnata, le sono affezionata ma avevo sul serio bisogno di cambiare in toto. Che poi, magari, è un puttanone anche questa, ma sembra un filo più sobria, no?
E' che avevo bisogno di tornare a casa, laddove “tornare a casa” ha un significato ben preciso e definito che mi riprometto di spiegare nel prossimo post, questo è bene rimanga scarno di contenuti per dare il tempo a chi di solito mi legge di fare l'abitudine a dimenticare nomi e riferimenti particolari, non si sa mai.
Detto questo, preciso solo che non smetterò di certo di leggere chi di solito leggevo, né di lasciare la mia opinione, benvoluta o meno che sia, ci mancherebbe!
Sono cambiata, ma sono sempre io, non vi illudete...
Già ho chiesto a Piccola Coop assistenza per un certo problema che mi pare irrisolvibile, ma già che ci sono chiedo a chiunque legga:

COME PIFFERO SI INSERISCE UN PLAYER SU 'STO COSO?

Ho provato e riprovato, cercato in lungo e largo, ma mi sono imbattuta o in un linguaggio sconosciuto, o in istruzioni fumose e astruse...e poi a me piacerebbe uno di quelli che devi premere “play” per ascoltare, guai se parte la musica a palla in automatico! E 'sta storia dell'url...mah, ho caricato la mia musica su un host apposito (provati più d'uno, actually), ma mi rende un url che una volta inserito nel fantomatico player, risulta non valido.

Che sbaglio?

Boh, intanto posto questo, metto il blog pubblico definitivamente e mi faccio un caffè.
Che lo sapete, sennò mi metto nervosa


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